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mercoledì 24 settembre 2014

Politica del calcio - Parte 10: lo ius soli sportivo in Italia?


Damiano Tommasi
Recentemente Damiano Tommasi, presidente AIC si è espresso in merito ad una spinosa questione politica, trasportandola in quella del calcio: "In attesa di novità dal Parlamento sul tema della rifroma della legge sulla cittadinanza, chiederemo alla Figc l'inserimento dello Ius soli a livello sportivo" Una norma secondo Tommasi fattibile che farebbe fare "Un gran salto qualitativo al calcio nel nostro paese".

Per Ius soli si  intende ottenere la cittadinanza in un paese proprio e solo perché nati in quel paese. Chi è nato o nasce in Italia diverrebbe automaticamente cittadino italiano. Non tutti sono d'accordo con questa norma, che infatti non è ancora stata approvata, e forse non lo sarà mai. In effetti la materia in questione è complessa. C'è chi conferisce alla cittadinanza un valore alto, qualcosa di importante che non può essere "regalato" o conferito in modo eccessivamente "leggero". Punti di vista.

Stabilito cos'è lo Ius soli, occorre comprendere se effettivamente quello sportivo è applicabile. Ma cosa si intende per Ius soli sportivo? Che la norma dello ius soli vale solo per chi è sportivo? No, che tale ius soli ha semplicemente carattere sportivo.

Si verrebbe in pratica considerati "italiani" solo calcisticamente, senza cioè quelle restrizioni imposte ai calciatori non comunitari. Per Tommmasi questa norma può essere applicata, non va in contrasto con la legge italiana; per Carlo Tavecchio (presidente Figc) invece occorre valutare per bene una simile opportunità, giacché si rischia di violare la legge.

Con uno Ius soli sportivo gli atleti potrebbero essere omologati anche statisticamente (per eventuali record) a quelli italiani, ma non potrebbero comunque indossare la maglia della Nazionale azzurra.

Una questione spinosa e controversa, una faccenda politica che avrebbe importanti conseguenze sul mondo del calcio: i giocatori nati in Italia da genitori stranieri non comunitari non sarebbero infatti più soggetti ad alcuna restrizione ai fini dell'impiego nei vari campionati, laddove il campionato prevede un tetto massimo di calciatori extracomunitari acquistabili e adoperabili dalle squadre italiane.

(foto Luca Volpi (Goldmund100) CC BY-SA 3.0)

martedì 23 settembre 2014

Politica del Calcio - Parte 9: Tavecchio sulla riforma dei campionati

Carlo Tavecchio, ospite della trasmissione radiofonica La politica nel pallone su Gr Parlamento ha parlato di argomenti interessanti dal punto di vista dell'informazione.

Dopo i risultati ottenuti a Milano per la Champions 2016 e a Roma per Euro 2020, adesso è giunto il momento di riformare i campionati, avvisa il presidente della Figc.

Si perché "Questo Paese ha bisogno di frustate, bisogna creare delle soluzioni" e "La riforma dei campionati è la madre di tutte le battaglie". Molto probabilmente vi sarà una riduzione dei fondi statali, e se cio avverrà, per Tavecchio e la sua squadra di governo occorrerà trovare soluzioni drastiche, "Anche se non è possibile che non ci sia uno stanziamento di un euro per le società dilettantistiche quando lo Stato incassa un miliardo e 40 milioni da quelle professionistiche".
Nell'intervista si toccano anche altre questioni, ma l'argomento clou di questo post intende essere la questione della riforma dei campionati.

Perché ed in che modo si vuole riformarli? Si pensa che arriverà meno denaro in futuro da parte del governo, sicché al consigliere federale Claudio Lotito spetta il compito di riformare, dal punto di vista organizzativo e finanziario. Naturalmente le decisioni finali sulla riforma verrano prese dall'intero Consiglio federale, precisa Tavecchio.

Quindi la prossima importante tappa del massimo organo calcistico nazionale sarà quella di pensare ad una riforma che si adatti alle esigenze del governo italiano.

domenica 21 settembre 2014

Politica del calcio - Parte 8: A Milano la finale di Champions 2016, Roma tra le città che ospiteranno l'Europeo 2020

Carlo Tavecchio, presidente della Figc ha recentemente commentato la scelta del Comitato Esecutivo Europeo che a Ginevra ha scelto Roma come una delle sedi dell'Europeo 2020. Ha menzionato anche il fatto che il giorno prima della scelta di Roma, la città di Milano attraverso lo stadio di S. Siro ospiterà la finale di Champions League 2016 (in un precedente post questo blog parlò della candidatura della città meneghina).

Fa sapere Tavecchio che la candidatura di Roma è stata supportata anche dal governo italiano, dall'ente Roma Capitale, dal Coni e le componenti federali "Ed è giusto condividere tutti insieme questo successo".

Il 2020 è tra l'altro l'anno del 60° anniversario dell'Uefa, quindi un anno abbastanza significativo, il che significa per Tavecchio che l'Italia sarà un punto di riferimento europeo nei prossimi anni, visto che lo scorso anno si è disputata la finale di Europa League a Torino, che Milano ospiterà la finale di Champions League 2016 (sede scelta proprio il giorno prima della scelta di Roma per Euro 2020), e che infine Roma avrà l'onore di ospitare parte di questa competizione, ossia tre gare del Primo Turno e un quarto di finale. Assieme a Roma anche Monaco (Germania), San Pietroburgo (Russia) e Baku (Arzebaigian). Londra invece ospiterà semifinale e finale.

Infine Tavecchio ha affermato che "Da un punto di vista sportivo attraverso Euro 2020 è nostro intendimento consolidare la dimensione internazionale del calcio italiano, contribuire a guidare il percorso di rinnovamento dei nostri stadi e sostenere una crescita ulteriore del nostro movimento calcistico, con particolare riferimento alla base".

Sarà un campionato europeo con più nazioni ospitanti protagoniste, e fra queste vi sarà anche l'Italia attraverso Roma. L'Italia ha ospitato anche altre volte questa competizione, incluse le finali: nel 1968 sempre a Roma la finale fu Italia-Juogoslavia finita 1-1  e poi, ripetuta , finì 2-0 per gli azzurri (altre partite del torneo di quell'anno si giocarono a Firenze e Napoli); e nel 1980, quando vinse la Germania Ovest in finale contro il Belgio sempre nello stadio Olimpico di Roma (altri stadi italiani ospitanti furono quelli di Milano, Napoli e Torino).

venerdì 5 settembre 2014

Notizie dalla Lega Pro

Lo stadio dall'Arezzo, la squadra appena ripescata il Lega Pro
"Politica e imprenditoria hanno il dovere di sostenere, con atti concreti, il progetto portato avanti dalla società". Questo perché "Lo sforzo che sta producendo il presidente Cosentino per riportare il Catanzaro nel calcio che conta non può passare inosservato".

Queste parole sono state pronunciate, a luglio, dall'assessore regionale della Calabria, Domenico Tallini, che invitava il sindaco di Catanzaro ad attivarsi per fare qualcosa per migliorare le casse della società di calcio, ed invitava i tifosi a fare l'abbonamento proprio perché c'è necessità di riempire le casse della società. Conclude infine dichiarando "Cosentino ha fatto la sua parte, ora tocca a noi".

Il Catanzaro attualmente milita in Lega Pro, il terzo livello di calcio italiano, ed è in tale categoria dal 2012, anno in cui venne promosso.
Lo scorso campionato ha visto il Catanzaro classificarsi al quarto posto, perdendo nei play off utili a salire in Serie B nei quarti di finale (contro il Benevento).

A proposito di Lega Pro, la squadra ripescata grazie al vuoto lasciato dal Siena in B per fallimento e colmato dal Vicenza, che a sua volta ha lasciato un posto libero in terza serie, è stata l'Arezzo. Non è bastato dunque l'appello del Ministro dell'Interno Alfano o le proteste dei tifosi di Agrigento verso il Comune affinché fosse ripescata l'Akragas. Si è scelto l'Arezzo, squadra che negli anni passati è stata anche in Serie B, in 16 occasioni, mentre in terza serie ha disputato 47 campionati.

Il comunicato ufficiale della Figc recita: "La Figc ha deciso di integrare l'organico del campionato di Divisione Unico della LegaPro ammettendo di campionato stesso la società di Arezzo". Delusa Agrigento, a sperarci vi erano però anche altri club: Corregese, Poggibonsi e Taranto. Dopo quattro anni gli aretini, che in una fase play off dello scorso campionato di D vennero battuti (tu pensa) proprio dall'Akragas, torneranno tra i professionisti, distribuendo gioia e felicità tra i tifosi toscani. Resta l'amarezza per i sostenitori dell'Akagras, che tuttavia potranno sperare in una promozione sul campo nel campionato di Serie D di questa stagione sportiva appena iniziata.
  
(diritti e attribuzione foto:User:Paolomenchetti/Crediti)

giovedì 4 settembre 2014

Politica del calcio - Parte 7: le ultime dichiarazioni di Tavecchio

Questa sera l'Italia ha battuto l'Olanda in amichevole, in un'incontro che ha sancito l'esordio da commissario tecnico di Antonio Conte, che ha dunque debuttato nel migliore dei modi, ossia con una vittoria.

L'Italia si porta in vantaggio già nel primo tempo, grazie alle reti di Ciro Immobile al 3' e di Daniele De Rossi su calcio di rigore al 10'.

Nell'intervallo, il giornalista Rai a bordocampo intervista il nuovo presidente della Federazione, che ha colto l'occasione per presentarsi nuovamente al grande pubblico del piccolo schermo, cercando in questo modo dare di sé una buona immagine, che si era leggermente sbiadita dopo i fatti che lo hanno visto essere accusato di razzismo.

Nell'intervista Tavecchio ha dichiarato che questa partita rappresenta "Un buon inizio" per Conte. Inoltre ha sottolineato il fatto che il presidente della Fifa Sepp Blatter lo ha contattato facendogli gli auguri per la sua nuova avventura da massimo dirigente della Figc. In terzo luogo, quando il giornalista gli ha posto la domanda sull'inchiesta aperta dall'Uefa per la sua affermazione razzista (di cui si è parlato anche in un precedente post), inerente ai giocatori che mangiavano banane (per la quale, come già post precedenti hanno ribadito, ha chiesto scusa ammettendo l'errore) ha precisato che farà di tutto per dimostrare di non essere razzista.

Naturalmente Tavecchio non poteva scegliere una vetrina migliore di quella offertagli stasera, con la "sua" nazionale in vantaggio, guidata dal commissario tecnico scelto sotto la sua presidenza.

Naturalmente con questo post non si vuole screditare nessuno in alcun modo, soltanto mettere in evidenza che Tavecchio ha scelto veramente una bella serata per ripresentarsi, e ribadire che le accuse che gli sono state mosse pochi giorni prima delle elezioni per il nuovo presidente, sono infondate.

In effetti, quello che Tavecchio nel complesso oltre a quell'espressione infelice (così definita successivamente da lui stesso) intendeva dire che molto spesso nel calcio italiano si tende a far giocare di più i calciatori stranieri a scapito di quelli italiani, e che urge al più presto una politica volta a valorizzare i giovani talenti residenti in Italia. In più Tavecchio dopo le accuse mossegli, è stato prosciolto dalla giustizia sportiva italiana e dunque si sente "Molto sereno".

Nel corso dell'intervista che gli è stata fatta durante l'intervallo, Tavecchio ha anche parlato di Fiona May, nel ruolo di consigliere all'integrazione contro il razzismo (che sembra essere stata scelta appositamente per quel ruolo per mettere a tacere i suoi accusatori): "Con lei abbiamo aperto una nuova frontiera, conoscendo l'esperienza di Fiona e quello che potrà darci in tema di razzismo e di Fair Play".

lunedì 1 settembre 2014

Champions League: Milano concorre per la finale del 2016

Lo stadio di San Siro candidato ad ospitare la finale di Champions League del 2016. (Foto Nahuel from Milano, Italy)
Sul sito della Figc, in un articolo di qualche giorno si afferma, riportando alcune dichiarazioni del direttore generale della federazione Antonello Valentini, che la città di Milano è pronta ad ospitare la finale di Champions League del 2016. Infatti proprio Valentini ci informa di aver già inviato all'Uefa gli ultimi documenti utili a completare la candidatura della città meneghina.

Il Comune, che detiene la proprietà sullo stadio, a tal proposito assieme al Consorzio che gestisce l'impianto M-I Stadio S.r.l. ha inviato alla Figc un documento ufficiale che certifica, secondo Valentini, che quanto richiesto dall'Uefa per ospitare la finale è stato adempiuto.

Ci si è infatti mossi nella direzione desiderata dalla federazione europea per esempio riqualificando alcuni settori dell'impianto di San Siro, operazione finanziata per intero dal Comune, abbattendo i divisori interni, realizzando il Champions Village, area particolare dedicata appositamente alla prestigiosa manifestazione calcistica, in collaborazione con la Snai, l'azienda di scommesse che è proprietaria di quell'area, che rappresenta la zona in cui si pratica il trotto.

Milano già ospitò la manifestazione nel 1964-65 (Inter-Benfica 1-0), nel 1969-70 (Feyenoord-Celtic 2-1 d.t.s.) e nel 2000-01 (Bayern Monaco-Valencia 1-1 d.t.s. e 5-4 ai rigori).

Il Milan, nonostante abbia vinto la Champions per 7 volte nella sua storia, non ha mai avuto l'onore di vincerla nel proprio stadio. Tuttavia, la città di Milano nel suo complesso è quella che conta più titoli di Coppa Campioni/Champions League, se si consedirano anche le tre coppe nerazzurre. Se si tiene conto non solo delle vittorie, ma anche dei secondi posti (4 per il Milan e 2 per l'Inter), la Milano calcistica conta complessivamente addirittura 16 finali disputate in questa competizione. E nel resto d'Italia?

La Juventus è l'altra italiana ad aver vinto questo prestigioso trofeo, per 2 volte (e conta anche altre 5 finali perse), mentre la Roma non ha mai vinto la competizione ma vanta una finale nel 1984.

La finale di Champions si è giocata anche a Roma nello Stadio Olimpico (per 4 volte): nel 1977 (vittoria del Liverpool contro il Borussia M'bach), nel 1984 (nuova vittoria finale del Liverpool ai danni della Roma), nel 1995-96 (vittoria finale della Juventus sull'Ajax) e nel 2008-09 (ospitando il big match Barcelona-Manchester Utd, finito 3-1 per i catalani).

Non solo: per quanto riguarda l'Italia, la manifestazione si è disputata anche a Bari (1991), nello Stadio San Nicola: il match di quella finale fu Stella Rossa-Olimpique Marsiglia 0-0 (poi 5-3 ai rigori).

L'Italia ha quindi già ospitato diverse volte la manifestazione, ed ha ben figurato storicamente in essa grazie ai club italiani che vi hanno preso parte. Negli ultimi anni le squadre italiane faticano un po' nella competizione, ma nel complesso la storia e la tradizione sono a favore del Belpaese, che pare avere tutta l'intenzione di far giocare nuovamente a Milano, dopo 14 anni l'evento finale di questa competizione (che diventeranno 15 anni, anche perché quella di quest'anno è già stata prenotata da Berlino per l'Olympiastadion).

sabato 30 agosto 2014

La politica del calcio - Parte 6: Figc, varata la squadra di governo

Il campionato italiano di calcio è ormai iniziato, ha già giocato la Serie B, tante squadre di Lega Pro e si sono visti due anticipi di Serie A (Chievo-Juve 0-1 e Roma-Fiorentina 2-0) e nel frattempo in Serie B è stata ripescata, dalla Lega Pro il Vicenza: lo si è saputo nel pomeriggio di ieri: si tratta di una scelta, quella della Figc che ha escluso una società favoritissima quale il Pisa (che sembrava quasi certa del ripescaggio), ufficialmente per problemi legati allo stadio. Il Pisa annuncia battaglia e presenterà ricorso contro questa decisione. La Juve Stabia invece non è stata presa in considerazione in quanto su quest'ultima società grava un episodio di penalizzazione per calcioscommese.

Per quanto riguarda il posto lasciato vacante in Lega Pro, non è ancora stato deciso quale squadra, dai dilettanti sarà chiamata a coprirlo: la scadenza per presentare domanda di ammissione in terza serie è fissata al 2 settembre. Intanto però, come spiegato più su i campionati sono già iniziati, e quindi per la squadra che si aggiudicherà il posto lasciato vacante dal Vicenza, vi saranno, come ovvio delle partite da recuperare.

Intanto il prossimo vicepresidente vicario della Figc sarà Maurizio Beretta. Tale scelta è giunta dalla prima riunione del nuovo consiglio federale. Mario Macalli (anche presidente Lega Pro) sarà invece il secondo vicepresidente. Per i due vice presidenti vi è stata una formale votazione.

Il direttore generale è invece un ruolo che verrà coperto da Antonello Valentini, ed il segretario federale è Antonio Di Sebastiano.

Il presidente Tavecchio ha quindi varato la sua "squadra di governo", che prevede anche il ruolo di consigliere all'integrazione contro il razzismo assegnato a Fiona May, mentre del comitato di presidenza adesso fanno parte oltre a Tavecchio e i già citati Beretta e Macalli, anche Claudio Lotito, Alberto Mambelli e Renzo Ulivieri.


martedì 26 agosto 2014

Gli errori del governo nel calcio italiano secondo Giancarlo Abete

Tavecchio e Abete, foto: Emanuele.corr da Wikimedia Commons
Nel corso dell'assemblea elettiva della Figc riunita all'hotel Hilton di Fiumicino per designare il suo successore (che come noto è Carlo Tavecchio), l'ex presidente della Figc Giancarlo Abete ha dichiarato che secondo lui la politica italiana ha commesso due importanti errori nel mondo del calcio, e che tali errori sono stati commessi uno dal governo di centro-destra e l'altro da un governo di centro-sinistra.

Per il governo di centro destra l'errore commesso è risieduto nel "Togliere autonomia finanziaria al Coni e alla Figc che ne era il motore attraverso le scommesse, portando le scommesse all'interno dei monopoli, e privando la dimensione del mondo dello sport di un'autonomia reale. Perché è vero che ogni anno si è finanziati, ma ci vuole il piattino. E ciò non è giusto, perché il calcio contribuisce all'economia del paese, e rispetto ai duemilacentosessantasei miliardi di euro di debito pubblico non partecipa neanche di un euro. Quando perdono le società municipalizzate tutti noi cittadini mettiamo le risorse, quando perdono le società e i club sono gli imprenditori privati a cacciare i soldi". E a seguito di questa affermazione, scatta l'applauso.

Abete prosegue poi affermando: "Il secondo errore è stato quello di aver dato la destinazione -lo ha ricordato tante volte il presidente Macalli, gliene do atto- del 10% dei diritti televisivi direttamente alle società e alle leghe e non alla Federazione: è stato un errore, perché si è depotenziato il soggetto istituzionale della Federazione. Si chiedono delle politiche mirate quando non si danno delle risorse che consentano di realizzare queste politiche mirate: il 6% di questo 10% va a pioggia, il 4% ha dei riferimenti generici[...] dice tutto e niente della nostra realtà".

Abete è stato anche un onorevole per la Democrazia Cristiana in varie legislature, ed ha avuto anche diversi incarichi parlamentari. Imprenditore nel settore grafico, editoriale e dell'informazione, dopo essere stato capo del settore tecnico della Figc (1989-1990) e in seguito della Lega Serie C fino al 1997, venne eletto vicepresidente della Figc per due volte (1996-2000 e 2001-2006). Divenne in seguito presidente della Figc per la prima volta il 2 aprile del 2007. In questi anni è stato anche presidente dell'UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) e nel 2011 vicepresidente dell'Uefa.

Le sue dimissioni da presidente federale sono ormai note, e per quanto riguarda il suo futuro, dichiaratosi soddisfatto di quanto da lui fatto in qualità di presidente, annuncia anche che si prenderà qualche mese di pausa, e da gennaio 2015 farà l'opinionista.

mercoledì 20 agosto 2014

La politica del calcio - Parte 5: non più il Novara, ora altre squadre sognano il ripescaggio. Tavecchio proroga il termine ultimo per le domande

Quando ormai sembrava cosa fatta per il "ripescaggio" -tra virgolette perché si sarebbe trattato di riammissione- del Novara, Tavecchio apre degli scenari clamorosi: a poter sperare nel ripescaggio vi sono adesso Pisa, Salernitana, Catanzaro, Vicenza ed altre squadre. I criteri per il ripescaggio -come confermato da Tavecchio- restano gli stessi, solo che sono stati riaperti i termini utili a presentare le richieste.

Questo blog aveva già documentato di come, in un post precedente un parlamentare novarese chiedeva -evidentemente per il "suo" Novara- di evitare una Serie B con 21 squadre (quindi a numero dispari), e in un altro post si parlava, tra le altre cose di una lettera firmata dal sindaco di Castellammare di Stabia allo scopo di far ripescare la Juve Stabia. Se per la Juve Stabia i termini erano scaduti, per il Novara il cambiamento del concetto voluto dai legali della società, passato da "ripescaggio" (inammissibile a causa di un precedente illecito dei piemontesi) a "reintegro", non è stato preso in considerazione delle alte cariche istituzionali (il concetto di reintegro è frutto della tesi secondo cui, visto che il campionato viene allargato ad una squadra in più non si può parlare di un ripescaggio nel senso stretto del termine, tuttavia la richiesta del Novara non è parsa -evidentemente- convincente). Tavecchio non ha intenzione di cambiare il regolamento vigente, e pertanto intende parlare esclusivamente di ripescaggio "puro". Lunedì 25 agosto è la data entro cui è stato prorogato il termine per la presentazione delle domande di ripescaggio, inizialmente fissata al 28 luglio.

Una delle società ora in Lega Pro potrà ritornare in serie cadetta, tuttavia la concorrenza è accesissima, e alla finestra restano società quali Pisa, Salernitana, Catanzaro, Vicenza, Juve Stabia e molto probabilmente altre, mentre Novara, Reggina, Albinoleffe, Lecce e Cremonese non saranno prese in considerazione in quanto hanno subìto penalizzazioni per illeciti negli ultimi anni.

La delibera 171/a della Figc che disciplina i ripescaggi, informa che la scelta si baserà su un calcolo che prenderà in considerazione:
  • per il 50% la posizione in classifica dell'ultima stagione, 
  • per il 25% la storicità calcistica della città, che tiene conto delle varie partecipazioni in Serie A, B, C, C1 e C2 (in questo caso i punti si acquisiscono sulla base della categoria disputata dal 1929/30 a oggi, eccetto le stagioni dal 1943/44 al 1945/46),
  •  per il 25% il coefficiente pubblico/bacino d'utenza.
Presentate le domande entro il termine del 25 agosto, verranno effettuate le dovute verifiche, e per le società la cui domanda sarà considerata valida si effettueranno i dovuti calcoli. La squadra che avrà ottenuto il punteggio più alto, alla fine sarà ripescata. Se ve lo steste chiedendo, in caso di parità di punteggio sono previste misure ulteriori utili a valutare chi potrà ottenere il ripescaggio, e queste sono, in ordine di importanza:
  1.  l'ottenimento della Licenza Nazionale (utile a disputare il campionato di competenza) entro l'11 luglio 2014;
  2.  il fatto di non aver ricevuto sanzioni con punti di penalizzazione scontati o da scontarsi nelle stagioni 2013/14 o 2014/15;
  3.  la migliore posizione in classifica "secondo il criterio di cui alla lettera A", cioè quel 50% relativo alla posizione in classifica (incluso il valore della categoria disputata ed eventuali piazzamenti ai play off o ai play out) diverrà il 100%.
Marco Filippeschi (Pd), sindaco della città di una delle squadre maggiormente quotate, il Pisa secondo quanto riportato su di un articolo di pisatoday.it dichiara: "Siamo tranquilli, perché consapevoli delle nostre possibilità", aggiungendo inoltre: "Come sempre siamo vigili quanto rispettosi dei percorsi intrapresi dagli organi federali", raccomandando però una cosa: "Che si seguano le regole fino in fondo, con scrupolo". Ricordando anche che "Il Pisa ha dato prova di serietà di gestione e si è distinto per correttezza e meriti sportivi", accennando anche al calore e alla passione della piazza pisana, concludendo che "Questi non sono punti di partenza da poco".

Sull'argomento è intervenuto anche il sindaco di Vicenza, Achille Variati (anche lui Pd) che ha dichiarato, su un articolo di vicenzatoday.it: "Una parte dei tifosi è contraria al ripescaggio perché considera la promozione non meritata sul campo a causa dei deludenti risultati sportivi degli ultimi anni", tuttavia accennando alla passione dei tifosi e tirando in ballo la storia della squadra mostra convinzione nel dire che "Il Vicenza merita certamente di tornare in B".

Pisa, Salernitana, Catanzaro, Vicenza... chi sarà a vincere questa speciale partita? Sebbene sia anche possibile provare a fare dei calcoli, per saperlo con piena ufficialità non ci resta che aspettare un po' prima dell'inizio del campionato.

venerdì 15 agosto 2014

Mondiale Italia '34: il primo titolo azzurro

Gol decisivo di Schiavio al Mondiale del 1934 nella finale giocata a Roma 
Con Tavecchio eletto presidente, la Figc ha compiuto un importante passo verso il recupero di punti di riferimento istituzionali all'interno dell'organizzazione del calcio italiano. Il neo presidente ha scelto anche il nuovo commissario tecnico della Nazionale: Antonio Conte (ed è probabile -ma si tratta solo di un'ipotesi- che quest'ultimo si dimise durante quest'estate dalla Juventus proprio per ricoprire la carica di allenatore della squadra azzurra, già vacante al momento della presentazione delle proprie dimissioni).

La squadra azzurra, dopo l'esperienza con Prandelli adesso potrà sperare in un nuovo ciclo che sia magari maggiormente vincente. Il nuovo Ct, stando a quanto dichiarato in campagna elettorale da Tavecchio dovrà essere il supervisore di tutte le squadre azzurre (quindi anche Under 21, Under 20, eccetera) allo scopo di valorizzare i talenti dei giocatori più giovani, per il bene di tutto il calcio del Belpaese.

A proposito di nazionale italiana, questo blog vuol tornare a parlare della storia di questa selezione. In modo generico ha già affrontato a grandi linee quanto avvenne alla nazionale maggiore di calcio in Italia nel periodo fascista. Il relativo post si occupò di descrivere brevemente ciò che accadde in quegli anni, e in modo particolare del ruolo assunto dall'Italia nel Mondiale del 1938 (vinto proprio dagli azzurri). E cosa accadde quando si giocò per la prima volta in Italia, ossia alla seconda edizione del Mondiale, il 1934?

Ricordando che in un altro post precedente si parlò della prima edizione della competizione mondiale svoltasi in Uruguay, la scelta di giocare in Italia fu qualcosa di fortemente voluto dai politici dell'epoca, che già spingevano per ottenere che la competizione si svolgesse in terra italica nel 1930 (e forse per il fatto di aver assegnato quel mondiale all'Uruguay, l'Italia per protesta non vi partecipò). A chi sostenne a quei tempi che le spese utili ad organizzare la competizione in Italia fossero superiori ai ricavi, i rappresentati più alti del PNF (si era, in quel periodo sotto dittatura mussoliniana) risposero che dinnanzi alla popolarità assicurata dall'evento, le perdite economiche potevano essere decisamente giustificate. Il calcio, lo si era ben appreso, era uno di quegli sport con cui poter fare propaganda. La Nazionale italiana divenne ben presto un'importante espressione dello Stato italiano, il quale voleva fortemente farsi conoscere all'estero in modo positivo, organizzando la manifestazione in casa propria.

Quell'anno fu davvero significativo per l'Italia, sebbene si trovasse sotto dittatura: la competizione la organizzò in casa propria (e senza le polemiche dell'occasione sprecata come a Italia '90) e la vinse pure. Si potrebbe giustamente dire che lo scopo dei rappresentanti di spicco del partito fascista venne raggiunto, anche se è vero che spesso si cerca di associare a quel regime tutti i mali del mondo: non si fraintenda, senz'altro è vero che si trattò di un periodo buio per la storia della penisola italiana, specie per quanto concerne la orribile e vergognosa questione degli ebrei, il colonialismo e l'entrata in guerra come alleati dei tedeschi hitleriani, oltre ad altro ancora. Nessuno lo mette in dubbio, però appunto non si può neanche negare che quell'Italia organizzò un evento, lo vinse, ottenne -probabilmente- buona pubblicità in quel periodo, prima dei disastri bellici, sempre ricordando che si trovava sotto dittatura, naturalmente.

L'Italia che vinse quel mondiale del '34 -e anche del '38- è rappresentata ancora oggi da due delle quattro stelle presenti sullo stemma della Figc, e del resto una volta giunta la Liberazione il nuovo governo dell'epoca scelse anche la continuità dello stato, mantenendo alcune delle leggi fatte in epoca fascista.

In finale gli azzurri, guidati da Vittorio Pozzo sconfissero per 2 a 1 la Cecoslovacchia grazie alle reti di Raimundo Orsi (80') e Angelo Schiavio (95', si era già nei tempi supplementari) mentre i cecoslovacchi segnarono al 76' con Antonín Puč.

Da notare che la squadra campione in carica, l'Uruguay -che ospitò anche la precedente competizione- rifiutò di partecipare alla manifestazione italiana proprio come fatto a suo tempo dalla stessa Italia -oltre che da altre squadre europee, per probabile ripicca.

La nazionale italiana di quel periodo, oltre al Mondiale del 1934 vinse successivamente le Olimpiadi del 1936 e -come già ricordato- il Mondiale del 1938: segno che quella selezione, con quell'allenatore, Vittorio Pozzo fu un gruppo vincente e temibile.

Liberata l'Italia dal fascismo, la squadra azzurra vinse poi altri due mondiali: Spagna '82 e Germania 2006. Riuscirà il nuovo commissario tecnico Antonio Conte a riportare la squadra azzurra sul tetto del mondo? Solo il tempo potrà dircelo.

martedì 12 agosto 2014

La politica del calcio - Parte 4: Tavecchio nuovo presidente Figc

In questo ultimo periodo, fra ieri e oggi sono accadute varie cose per il calcio italiano:
  • Il nuovo presidente Figc è stato scelto; 
  • Il Coni ha deciso: la Serie B sarà a 22 squadre, ed il Novara attende il ripescaggio: ha infatti maggiori requisiti rispetto alla Juve Stabia perché ha presentato entro i termini utili, cioè il 28 luglio la relativa domanda (nonostante che i primi abbiano scontato sanzioni per aver commesso un illecito sportivo di calcioscommesse nel 2012/13 e nonostante la regola del termine ultimo valga ufficialmente in caso di Serie B a 20 squadre mentre in caso di 22 la questione non è del tutto chiara ed è per questo che le "vespe" di Castellammare assieme al sindaco della città campana sperano ancora, sebbene non abbiano -vale la pena ribadirlo- grosse possibilità giacché il Novara non verrebbe "ripescata" ma "reintegrata", e questa differenza diventa sostanziale e decisiva, in quanto annulla la condizione di non ripescaggio dovuta all'illecito commesso nel 2012/13): il blog ha raccontato sia del Novara che della Juve Stabia, con politici in prima linea per la causa delle rispettive società attualmente in Lega Pro;
  • Sono stati stilati i calendari dei gironi di Lega Pro e sono stati compilati i gironi di Serie D.
Carlo Tavecchio è stato eletto con il 63,63% mentre Demetrio Albertini si è fermato al 33,95% e le schede bianche sono state il 2,42%. Ciascuna componente dell'assemblea (Serie A, B, Lega Pro, allenatori, arbitri, calciatori) aveva un peso percentuale diversificato, come ricordato in un precedente articolo di questo blog. Al terzo Turno vince il candidato dell'asse Lotito-Galliani, mente società come Juve, Roma e Fiorentina restano con l'amaro in bocca sebbene la vittoria di Tavecchio, proprio al terzo turno -molti articoli in rete così come un post precedente di questo blog ne sono testimoni- sembrava già scritta.

Dunque il caso di Tavecchio, divenuto politico (si veda a riguardo parte 1 e parte 2), e definito da alcuni suoi sostenitori come un pretesto strumentalizzato utile ad abbassarne il consenso, non è comunque servito a non farlo vincere.

Adesso non resta che sperare che i buoni propositi di Tavecchio (il cui programma elettorale è stato riassunto in precedenza anche su questo blog), come quello di dare ulteriore risalto ai giovani talenti italiani vedano una via per l'attuazione. Il nuovo presidente, ora dovrà mettersi all'opera a cominciare dalla scelta del nuovo Commissario Tecnico, che con molta probabilità sarà Antonio Conte, favorito su altri allenatori quali ad esempio Alberto Zaccheroni, già mister della nazionale giapponese.

domenica 10 agosto 2014

La politica del calcio - Parte 3: ecco come si eleggerà il nuovo presidente della Figc

Il giorno è vicino: domani si vota per il nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, con Tavecchio favorito sullo sfidante Albertini. In precedenti post, questo blog si è occupato del programma elettorale di Tavecchio, del programma elettorale di Albertini, nonché del fatto che alla vigilia delle elezioni a Tavecchio è stato rimproverato di aver fatto una affermazione infelice, per la quale ha chiesto pubblicamente scusa. Secondo sostenitori di quest'ultimo si sarebbe esagerato nell'enfatizzare le parole dell'attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti (per l'appunto Tavecchio), e a tal proposito Claudio Lotito che lo sostiene ha parlato di killeraggio mediatico.

Nonostante dopo le affermazioni di Tavecchio alcuni club di A abbiano dichiarato di non voler più appoggiare la candidatura di quest'ultimo (per esempio la Fiorentina), costui è comunque in vantaggio sullo sfidante Demetrio Albertini.

Saranno 278 i delegati chiamati alle urne per esprimere il voto, e di questi affinché la votazione possa essere avviata devono essere presenti per almeno la metà più uno. Se non si presentano in numero sufficiente, l'assemblea viene rimandata per una seconda convocazione dove è sufficiente la presenza di un terzo del totale.

L'assemblea completa dei votanti è composta per una parte dalle squadre di A, B e Lega Pro: si tratta cioè dei presidenti di tutte le società professionistiche (20 di Serie A, 21 di Serie B e 60 di Lega Pro); per un'altra parte si tratta di 90 rappresentanti dei dilettanti che hanno ricevuto un mandato di quattro anni delle 15.000 società della Lnd; per un'altra ancora si tratta di 52 delegati dell'Assocalciatori (anche calciatrici), 26 dell'Assoallenatori, 9 dell'Associazione Italiana Arbitri.

Il luogo in cui avverrà la votazione sarà l'Hotel Hilton di Roma, ed ogni componente ha un peso diverso all'interno dell'assemblea: ciascuna categoria ha una percentuale di ponderazione dei voti specifica: i voti della Serie A valgono il 12%, quelli della Serie B il 5%, mentre i voti delle 60 di Lega Pro il 17% per un totale del 34%, stessa percentuale attribuita alle 15.000 società dilettantistiche; i calciatori esprimo il 20% dei voti, gli allenatori valgono il 10%, mentre gli arbitri il 2%.

Secondo il regolamento, il presidente viene eletto al primo turno se ottiene almeno il 75% dei voti. In caso contrario riesce ad essere eletto ottenendo almeno i due terzi del voto complessivo. In caso contrario ancora, basta il 50% più uno dei voti: Tavecchio conta di vincere al terzo turno. Se neanche il terzo turno risultasse sufficiente, si va al quarto turno dove vince chi ottiene la sola percentuale di voti più alta, anche quindi un solo voto in più.

Considerato che c'è anche la possibilità di votare scheda bianca, ed anche che c'è sempre la possibilità che un candidato si ritiri dalla contesa in qualunque momento, e inoltre che non è prevista l'aggiunta di nuovi candidati, visto che il termine per presentare il programma elettorale completo era fissato allo scorso 27 luglio, l'eventuale periodo della Figc privo di un presidente (che è ancora il dimissionario Abete, fino all'11 agosto) potrà essere coperto da un commissariamento. La figura del commissario straordinario viene eventualmente scelta con una delibera della giunta nazionale del Coni.

martedì 5 agosto 2014

Elementi politici di pre-campionato: richieste di ripescaggio in Serie B e Lega Pro

Una gara di Lega Pro (Salernitana-Teramo 3-1, 2a Div. 2012/13 )
In precedenza su questo blog si era parlato del ministro dell'Interno, Angelino Alfano speranzoso nel far si che l'Akragas (squadra della città di cui lui è originario, ossia Agrigento) militante in Serie D vennise ripescata nella nuova Serie C unica a tre gironi (il cui nome ufficiale dovrebbe essere "Lega Pro - Divisione Unica"). Ma in Serie C sono invece state ripescate altre squadre, vale a dire Aversa Normanna, Martina e Torres, che andranno quindi a sostituire le non iscritte Viareggio e Padova oltre alla squalificata Nocerina.

La scelta del Consiglio federale tenutosi nella sede della Figc ha lasciato l'amaro in bocca a tifosi e dirigenti dell'Akragas, ma anche quelli della Corregese che pure speravano nel ripescaggio, ma non ne avevano i requisiti. A tal proposito l'Akagras aveva indicato come impianto in cui giocare, eventualmente gli stadi di Trapani o Caltanisseta, poiché l'Esseneto di Agrigento non era appunto a norma per la categoria superiore: non è bastato. Secondo il presidente del club si tratta di "Una decisione politica. Dopo tanti sacrifici e tanti soldi spesi non siamo stati presi in considerazione". Ed i tifosi si scagliano contro il Comune di Agrigento, colpevole a loro dire di non aver sostenuto il progetto di ripescaggio.

Ormai la decisione è presa, e inoltre ieri sono stati anche compilati i gironi di questo nuovo torneo di terza serie che prende il posto della ormai superata Prima Divisione nonchè della Seconda Divisione che si uniscono in una serie unica, stilati sulla base di criteri classici di tipo geografico (le squadre più settentrionali sono nel girone A, quelle più a centro nel girone B, quelle più meridionali nel girone C).

La composizione dei gironi per il nuovo campionato unico di Lega Pro è la seguente:

Girone A: Albinoleffe, Alessandria, Bassano, Como, Cremonese, Feralpisalò, Giana Erminio, Lumezzane, Mantova, Monza, Novara, Pavia, Pordenone, Pro Patria, Real Vicenza, Renate, Sudtirol, Torres, Venezia, Vicenza.

Girone B: Ancona, Ascoli, Carrarese, Forlì, Grosseto, Gubbio, L'Aquila, Lucchese, Pisa, Pistoiese, Pontedera, Prato, Pro Piacenza, Reggiana, Savona, Spal, San Marino, Santarcangelo, Teramo, Tuttocuoio.

Girone C: Aversa, Barletta, Benevento, Casertana, Catanzaro, Cosenza, Foggia, Ischia, Juve Stabia, Lecce, Lupa Roma, Martina, Matera, Melfi, Messina, Paganese, Reggina, Salernitana, Savoia, Vigor Lamezia.

Già prima della formulazione dei gironi, il sindaco di Salerno (per conto della Salernitana) auspicò che qualsiasi decisione venisse presa per stilare i gironi, che tutte le gare della Salernitana si giochino a porte aperte (questo blog ne parlò in un post qualche giorno fa). Ma è chiaro che non si sa se l'auspicio di De Luca verrà preso in considerazione, non fosse altro per una seria questione di sicurezza: vi sono diverse gare ad alto rischio di scontri.

La composizione attuale dei gironi del campionato di terzo livello potrebbe tuttavia subire degli stravolgimenti qualora gli organi competenti in materia rivedessero le loro posizioni e si attivassero con dei ripescaggi allo scopo di evitare una Serie B a 21 squadre, cioè a numero dispari (secondo molti la composizione a numero dispari potrebbe falsare il torneo, in un articolo precedente questo blog si è già occupato della questione). A tal proposito, l'intreccio con la politica è reso proprio palese dal fatto che ad esempio il sindaco di Castellammare di Stabia in persona, Nicola Cuomo si sia attivato allo scopo di far ripescare la Juve Stabia in cadetteria: attualmente le "vespe" si ritrovano nel girone C della nuova Serie C, essendo stati retrocessi nella precedente stagione.

Il sindaco Cuomo ha scritto una lettera al presidente della Lega Serie B i cui tra l'altro afferma: "Gentile presidente Abodi mi rivolgo a lei facendomi carico delle aspettative di un'intera città e di una tifoseria che, nonostante la cocente delusione della retrocessione, in queste ultime ore ha visto di nuovo aprirsi il cuore alla speranza di disputare anche il prossimo anno il campionato di serie B. Avendo avuto modo di conoscerla in diversi cordiali colloqui, non ho dubbi che farà tutto quanto in suo potere per garantire il giusto riconoscimento alla società Juve Stabia nonché al pubblico stabiese caloroso e corretto che ella ha avuto spesso occasione di apprezzare durante le sue frequenti visite al Romeo Menti [...] al di là delle sottigliezze giuridiche della delicata questione in gioco, ripescaggio o ammissione che dir si voglia, la Juve Stabia merita, sia per il suo passato sia per la capacità della attuale dirigenza, il prestigioso palcoscenico cadetto e sarà, per tutta la città di Castellammare, un grande onore poter ospitare il presidente della Lega Serie B nel proprio stadio anche nel campionato 2014-2015".
Tuttavia, il Coni (massimo organo sportivo nazionale) con una nota ufficiale ha dichiarato inammissibile l'atto di ripescaggio della società gialloblu, mentre per quanto concerne la proposta del Novara sempre relativa al ripescaggio (in un post si accennò ad un'interrogazione parlamentare da parte di un onorevole di Novara proprio in merito a ciò), la questione è stata rinviata al prossimo 11 agosto: solo dopo l'udienza apposita conosceremo la definitiva composizione delle squadre che disputeranno i prossimi campionati di B e Lega Pro.

Attr. foto: Madip86 da Wikimedia Commons 

mercoledì 30 luglio 2014

La politica del calcio - Parte 2: il programma di Albertini

Albertini a 20 anni, ai tempi del Padova (in prestito dal Milan)
Ieri si è parlato del programma elettorale di Tavecchio, oggi il blog intende invece occuparsi dello sfidante Demetrio Albertini.

Ex noto calciatore, di ruolo regista di centrocampo, detto "Il Metronomo" ha ottenuto il massimo del successo giocando nel Milan, con la maglia numero 4 vincendo ben 5 scudetti, 3 supercoppe italiane, 2 coppe dei campioni (così chiamate allora), 2 supercoppe europee, 1 coppa intercontinentale. Ha vinto inoltre 1 campionato spagnolo col Barcelona, 1 Coppa Italia con la Lazio e 1 Europeo Under 21, quello del 1992.

Ritiratosi dal calcio nel 2005, ha vestito i panni di dirigente sportivo ricoprendo la carica di vice commissario straordinario della Figc nel 2006, dopo lo scandalo Calciopoli e le dimissioni del presidente federale Franco Carraro. Tuttavia, Albertini si dimise pochi mesi dopo e dal 2007 con l'inizio della presidenza di Giancarlo Abete divenne vice presidente della Figc e riconfermato tale il 5 aprile 2013 grazie alle elezioni. Intanto nel 2006 partecipò al progetto della Scuola Calcio "Demetrio Albertini", con sede nel bergamasco che conta attualmente più di 1000 ragazzi. Nel maggio 2014 annuncia che dopo il Mondiale si ritirerà avendo constatato l'impossibilità di avviare riforme importanti nel calcio ma a seguito delle dimissioni di Abete, Albertini presenta la propria candidatura e adesso sfida Tavecchio.

Il programma elettorale di Albertini è così sintetizzabile: rimettere al centro il calcio giocato e i giovani, instaurando un dialogo e una sinergia tra tutti i campionati, da considerare una risorsa. Anche se pensa di sfoltire le leghe perché "Siamo gli unici ad avere tre leghe professionistiche e una dilettanti", e quindi ridare centralità alla Figc "Che non può ridursi solo a potere e spartizione di poltrone". Occorre valorizzare i dilettanti, partire dal basso per far emergere giovani talenti. Occorre la pazienza di programmare. Inoltre "Bisogna avvicinare il calcio alla gente", con allenamenti a porte aperte che non devono essere una notizia ma la normalità, e le squadre devono scendere sul territorio.

Gli exit poll danno Albertini al 40% contro il 60% di Carlo Tavecchio. Le elezioni si terranno il prossimo 11 agosto e a votare sono le società di A, B, Lega Pro e Dilettanti, tramite assemblea federale insieme a rappresentanti degli allenatori (Assoallenatori), dei calciatori (Assocalciatori) e degli arbitri (Aia).

Lo sfidante Tavecchio sembra essere in netto vantaggio nonostante le famose affermazioni di cui si è già parlato e per le quali si è scusato ammettendo la gaffe. E nonostante anche Uefa e Fifa abbiano avuto parole pesanti per tali esternazioni.

Albertini, il volto nuovo con un programma apprezzabile. Ma anche il volto già noto di Tavecchio ha esternato un programma elettorale apprezzabile. Inoltre entrambi puntano alla valorizzazione dei giovani residenti sul territorio italiano, con ricette leggermente diverse ma non in contrapposizione. Vedremo chi, alla fine, avrà la meglio.

martedì 29 luglio 2014

La politica del calcio: elezioni del presidente Figc, il programma elettorale di Tavecchio

Ieri durante la cerimonia per la compilazione del campionato di Serie A erano presenti anche i due candidati alla successione di Abete alla presidenza della Figc, seduti fianco a fianco. Ma perché si vota?

Tutto cominciò allorquando la nazionale italiana venne eliminata dal Mondiale in Brasile: a causa di ciò si dimisero sia il presidente Giancarlo Abete che l'allenatore Prandelli. Ieri pomeriggio i due candidati hanno avuto anche modo di esprimere seppur brevemente alcuni punti del loro programma elettorale in diretta televisiva. Come molti avranno notato, Albertini e Tavecchio erano seduti fianco a fianco e su alcuni punti concordavano anche. Inoltre, Tavecchio ha ribadito le sue scuse per l'affermazione infelice di cui i due post precedenti a questo.

Qual è il programma di Carlo Tavecchio? Questa è la domanda a cui il post odierno tenterà di rispondere in modo semplice ma esaustivo.

Intanto, chi è Tavecchio? L'attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti dal 1999, nonché il vicepresidente vicario della Figc dal 2009. La sua candidatura rappresenta una sorta di ostacolo al vero rinnovamento secondo alcuni, in quanto nel giro di chi conta nei palazzi risulta essere una faccia ben nota, mentre il suo sfidante è decisamente più giovane. Tuttavia sono circa 17 le società che hanno dichiarato di appoggiare la sua candidatura, ed in politica sebbene a causa delle sue famose affermazioni sia stato dichiarato non idoneo a ricoprire il ruolo di massimo dirigente del calcio italiano da parte della sinistra (PD e SEL), dalle forze politiche di centrodestra quali UDC e Forza Italia è ancora ben visto e difeso. Ha avuto anche incarichi politici di rilievo in passato, ed il suo partito era la Democrazia Cristiana.

Cosa prevede il suo programma elettorale? Tavecchio vuole che i giovani italiani vengano presi maggiormente in considerazione sin da piccoli, e che vengano preferiti gli italiani invece che gli stranieri a prescindere anche perché talvolta questi ultimi deludono le attese, mentre gli italiani meritano di essere valorizzati di più. In 5 punti il suo programma è il seguente:
  1. Nuova governance: quattro manager lo affiancheranno ai vertici federali, al posto del direttore generale;
  2. Costruzione di centri tecnici federali in tutta Italia per selezionare i migliori giovani residenti nel Belpaese;
  3. Istituzione del Super CT, che controllerà anche le giovanili nazionali e guiderà lo staff di tecnici e osservatori;
  4. Rilancio della struttura di Coverciano, che dovrà essere gestita da un manager di riferimento;
  5. Niente barriere negli stadi e pene severe per i violenti.
Chi lo appoggia? Al momento sembra proprio che Tavecchio sia appoggiato dalla maggior parte degli uomini dei palazzi del calcio, con solo Della Valle della Fiorentina (pro Albertini) e Agnelli della Juventus (si astiene) oltre che -così pare- la Roma e forse pochi altri che hanno fatto scelte diverse, per motivi diversi. Pare che la candidatura di Albertini sia appoggiata principalmente da calciatori e allenatori. Il presidente dell'Associazione Allenatori Damiano Tommasi, ieri pomeriggio presente alla compilazione del calendario di Serie A, era seduto proprio a fianco ad Albertini (dall'altro lato di Albertini invece c'era Tavecchio), e l'ex calciatore romanista ha già affermato che voterà Albertini.

Tavecchio è appoggiato non solo dalla Lega Serie A in primis dal presidente Maurizio Beretta, ma anche ad esempio da Mario Macalli della Lega Pro, e anche dal presidente della Lega di B. Sembra insomma destinato a vincere, anche se per molti rappresenta la conservazione rispetto all'innovazione incarnata da Albertini, un volto decisamente più giovane che però ha ben poche probabilità di vittoria. A proposito di Albertini, questo blog offrirà più avanti anche una panoramica del suo programma elettorale, di queste elezioni che si terranno il prossimo 11 agosto.

lunedì 28 luglio 2014

Tavecchio, il caso è politico - Parte 2

Fiorentina-Lazio, diventata uns sfida anche tra chi è contro e chi è pro Tavecchio
Sul post di ieri si è parlato delle dichiarazioni di Tavecchio, della sua gaffe da molti interpretata e interpretabile come razzista: "Qui fanno i titolari quelli che prima mangiavano le banane", e quindi di alcune reazioni che tale frase ha suscitato, nonché la controreplica di Tavecchio, che si è scusato per la battuta infelice, ha ammesso l'errore e non accetta di essere apostrofato come razzista.

Si è anche visto che figure note che sostengono la sua candidatura lo hanno pubblicamente difeso, chiamando in causa quel fenomeno di strumentalizzazione che in politica è stato spesso adoperato. E a sostegno della tesi della strumentalizzazione ci sarebbero anche le dichiarazioni dello stesso Premier in persona, non tanto per quello che ha detto ma per il semplice fatto che apparire antirazzista -ve lo ricordate il gesto fatto con Prandelli alla Dani Alves?- vale punti agli occhi del suo elettorato specialmente quello composto da persone che si dichiarano di sinistra ma in Renzi vedono molte affinità con il liberismo e cioè con un'ideologia di destra che non tutela i più deboli, anche se la destra ovviamente non è necessariamente razzista, anzi nelle democrazie moderne a parte alcuni, sono in nettissima minoranza coloro che professano netta e aperta ostilità a chi appartiene ad una razza -nel senso stretto del termine- diversa. 

Matteo Renzi si è espresso con toni pacati ma netti: "Tavecchio? Quell’espressione sugli stranieri che mangiavano banane è inqualificabile. Parlando proprio calcisticamente direi un clamoroso autogol". Renzi, calcisticamente tifoso della Fiorentina è sostenuto in queste dichiarazioni anche dalla società della sua squadra: in un comunicato la società viola ha dichiarato che "L'Acf Fiorentina, fedele ai propri valori etici e civili, alla luce delle recenti affermazioni del signor Tavecchio ritiene non più sostenibile la sua candidatura alla presidenza della Figc".

Una simile decisione, quella dei Viola e di Della Valle appare come una rottura circa le alleanze interne alla Federazione: anche in tale istituzione -è bene ricordarlo- si fa politica, e sia Demetrio Albertini che lo stesso Carlo Tavecchio hanno presentato un programma elettorale a sostegno delle proprie rispettive candidature.

Della Valle, decidendo di non sostenere più la candidatura di Tavecchio per colpa delle dichiarazioni razziste rompe l'alleanza con Adriano Galliani (già presidente della Lega Calcio nonché ancora a.d. del Milan) e Claudio Lotito (massimo dirigente di Lazio e Salernitana). Qualche "maligno" può pensare anche che dietro ci sia dell'altro e che il caso Tavecchio sia stato strumentalizzato apposta per tornare utile da più parti. In effetti è davvero difficile pensare che chi continua a sostenere Tavecchio sia razzista solo perché continua a sostenerlo, solo gli ingenui possono arrivare a pensare ad una cosa simile.

Lo scopo di questo post è quello di aiutare il lettore a riflettere meglio circa quanto sta accadendo in questi giorni nel mondo del calcio, con la politica che interviene su fatti calcistici e con la politica interna al calcio che ne subisce delle conseguenze non di poco conto. Chi scrive preferisce non schierarsi, formulando un'idea che sarebbe in ogni caso di parte.

Questo blog continuerà ad occuparsi dell'elezione del nuovo presidente della Figc, andando anche a scoprire quali sono i punti salienti del programma elettore di entrambi i candidati.

domenica 27 luglio 2014

Tavecchio, il caso è politico

Una notizia fresca che collega in Italia il calcio alla politica: il candidato alla presidenza della Figc, Carlo Tavecchio in occasione di un'assemblea del calcio dilettante ha pronunciato una frase a detta di molti di stampo razzista: "Qui fanno i titolari quelli che prima mangiavano le banane". Una simile affermazione ha suscitato pubblica indignazione, diventando una faccenda politica.

Graziano Delrio sottosegretario della Presidenza del Consiglio con delega allo sport e alle politiche di coesione territoriale si è dimostrato irritato, mentre per Debora Serracchiani, vice segretaria del Pd "Il caso non dovrebbe nemmeno essere in discussione: la sua candidatura semplicemente non puo' essere presa in considerazione". Tuttavia Tavecchio, che corre alla presidenza assieme all'ex calciatore nazionale Demetrio Albertini si è scusato ma non accetta accuse di razzismo, spiegando che faceva riferimento a giocatori stranieri non bravi che prendono il posto degli italiani nel campionato italiano. Ovviamente ciascuno può farsi l'idea che più ritiene opportuno e decidere se l'affermazione di Tavecchio è o no razzista.

Il presidente della Lega di A, Maurizio Beretta afferma che ''La vita di Tavecchio e' una continua testimonianza di azioni contro ogni forma di discriminazione" affermando che si è trattato di strumentalizzazione. Anche per Mario Macalli presidente della Lega Pro si tratta di strumentalizzazione. Senza nulla togliere ai ragionamenti di Beretta e Macalli, c'è anche da dire che entrambi sostengono la candidatura di Tavecchio al posto di Albertini. Ma non bisogna nemmeno dimenticare che solitamente in politica tutto fa brodo per le strumentalizzazioni.



venerdì 25 luglio 2014

Serie B a 21 squadre: un onorevole si oppone con un'interrogazione parlamentare

Premiazione della "Coppa Ali della Vittoria" assegnata alla vincente della Serie B (Atalanta 2010-2011)
La squadra del Novara, che dovrà disputare il prossimo campionato di Lega Pro resta a disposizione per un eventuale ripescaggio in B. La Serie B altrimenti, priva del radiato Siena (in un precedente post si è parlato anche del fallimento finanziario senese) dovrà essere giocata da 21 squadre il che è la soluzione al momento maggiormente favorita dalla lega di B.

Un parlamentare di Novara non è d'accordo: Gaetano Nastri (gruppo Fratelli d'Italia) ha presentato nel pomeriggio del 22 luglio un'interrogazione a Matteo Renzi, Presidente del Consiglio in merito al prossimo campionati di B, attraverso un documento "Corredato da cinquanta firme di politici" come affermato dallo stesso Gaetano Nastri. Per quest'ultimo un campionato con squadre dispari è "Zoppo" e "Ciò potrebbe comportare una serie di problematiche e inefficienze" come ad esempio "Si potrebbero innescare una serie di accordi e calcoli, con conseguente abbinamento di scommesse illecite che priverebbero la regolarità dello svolgimento del torneo", infatti 21 "Essendo un numero dispari, determinerebbe l'introduzione dei turni, ed il conseguente riposo di una squadra". Inoltre sarebbe in una situazione del genere matematicamente "Impossibile far sì che tutte le partite, soprattutto verso la fine del torneo, si giochino in contemporanea". Nastri assicura anche che "Il fatto che io sia di Novara c'entra relativamente, forse mi sarei esposto lo stesso perché sono uomo di sport" con trascorsi di "assessore comunale proprio allo Sport e con discreti trascorsi da calciatore".

Sul fatto del rischio della poca regolarità del torneo di Serie B, una precisazione: campionati con numeri dispari sono già stati giocati in passato tra professionisti e dilettanti, per esempio il girone B di Lega Pro 1 della scorsa stagione era composto inizialmente da 17 squadre (poi per un fatto definito illecito una squadra -la Nocerina- venne espulsa a torneo in corso).

Anche il Ministro dell'Interno Angelino Alfano (leader del Nuovo Centro-destra) si e attivato con un discorso pubblico circa un eventuale ripescaggio in C della squadra del suo comune, Agrigento (la squadra è l'Akagras, ed in un precedente post l'argomento è stato già trattato).

Nel merito della specifica questione si è espresso anche un ex giocatore e ora allenatore in cerca di squadra come Andrea Sottil (ex difensore di vari club fra cui Fiorentina, Reggina, Genoa, Atalanta, Torino e Udinese) che ha affermato per il sito tuttomercatoweb.com che "La Serie B a 21 squadre è un tornare indietro" e che "Si ha un finale falsato soprattutto verso il finale di stagione, dove una squadra che si riposa può fare i suoi calcoli vedendo giocare le altre".

Nonostante le perplessità che suscita una decisione come quella di disputare il torneo cadetto a numero dispari, pare che la direzione presa sia questa, a meno di improvvisi stravolgimenti dettati magari da interventi di tipo politico. A proposito di Serie B: il torneo della scorsa stagione fu disputato da 22 squadre, di queste sono state promosse in A Palermo, Empoli e Cesena mentre sono state retrocesse Siena (per radiazione), Novara, Padova (poi radiata anche dalla Lega Pro), Reggina e Juve Stabia.

Per la prossima stagione, che si giochi in 21 o in 22 le favorite per la vittoria sono, secondo gli scommettitori Catania (dato a 2,75) seguito da Bari, Pescara e Livorno (date a 6, quote Lottomatica/Better).

lunedì 14 luglio 2014

Il Centro-Destra e il calcio locale e nazionale

Akragas: una formazione ai tempi del professionismo (fonte: Wikipedia)
Il Centro-Destra italiano si trova in una fase di riassestamento in seguito alla batosta elettorale subita alle elezioni europee, con il principale partito dell'area, Forza Italia che si è fermato al 16% a fronte del 40% del Partito Democratico e del 21% del Movimento 5 Stelle. Da alcuni recenti sondaggi risulta addirittura che il primo partito della (potenziale) coalizione di destra stia continuando a perdere elettori.

Un Centro-Destra attualmente diviso su tante cose, anche all'interno della stessa Forza Italia. Ma diviso, ricordiamolo, anche tra chi si trova al governo assieme al Centro-Sinistra, ovvero il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano (quest'ultimo anche Ministro degli Affari Interni) e l'UdC di Casini, e chi invece è formalmente all'opposizione come, oltre a Forza Italia anche Lega Nord e Fratelli d'Italia - AN.

Angelino Alfano, al momento dunque si trova nel Governo Renzi, e tra un impegno e l'altro trova il modo di far sentire la propria voce in ambito calcistico, auspicando che la squadra ora militante in Serie D, l'Akragas, del comune di cui il politico è originario, Agrigento (Sicilia) ottenga il ripescaggio in Serie C grazie alla inevitabile mancata iscrizione da parte di altre squadre. La Lega Pro infatti deve ancora pronunciarsi definitivamente su quali squadre andranno a comporre i tre gironi della nuova terza serie unica, categoria ricostruita a partire proprio dalla prossima stagione calcistica dopo svariati decenni in cui è stata divisa tra Prima e Seconda Divisione (note fino a qualche anno fa come Serie C1 e Serie C2).

Alfano ha recentemente rilasciato le seguenti dichiarazioni: "L’anno scorso mi sono molto impegnato per trovare enti o istituzioni che dessero una mano d’aiuto all’Akragas. La stessa cosa voglio fare quest’anno. Una fede calcistica può restituire orgoglio a una città risvegliando sentimenti unificanti all’interno di una comunità che ha tanti problemi" aggiuggendo anche che "Se serve sono anche pronto a dare vita ad un azionariato popolare per sostenere la strada. Spero che lo facciano anche tanti piccoli imprenditori agrigentini. Vedere l’Essento pieno di gente nonostante il tanto calcio che c’è in tv vuol dire che c’è passione".

Dichiarazioni che vanno in una direzione ben precisa, a sostegno di una comunità mostrando evidenti segnali di solidarietà. Toni un po' meno solidali sceglie invece di adottare, con le sue recenti dichiarazioni verso l'ex c.t. italiano, un altro leader di un partito di centro-destra, Matteo Salvini segretario della Lega Nord.

Considerando ormai lontani gli anni di quando il leader era Bossi e degli slogan in chiave anti italiana e pro-Padania libera, Salvini si dimostra -oltre che milanista (stando a quanto ha pubblicamente affermato) - anche un tifoso della Nazionale italiana, e parla contro Prandelli. Sembra che Salvini abbia cercato l'approvazione nei confronti degli italiani, tentando di interpretare i malumori dei tifosi della Nazionale, infatti come noto ai politologi e agli esperti del settore viviamo nell'era della campagna elettorale permanente, dove la maggior parte delle azioni e delle affermazioni dei politici vengono fatte in funzione della ricerca del consenso, allo scopo di attrarre a sé quanti più simpatizzanti possibile. Ovviamente la campagna permanente riguarda tutti i partiti di qualsiasi area e ideologia, nessuno escluso. Tra l'altro anche nei post precedenti si è visto che attrarre a sé l'elettorato mostrandosi tifosi della squadra nazionale è una prassi di tipo internazionale. E non a caso ieri sera la Merkel era sugli spalti a tifare la sua Germania, in occasione della finale che ha visto i tedeschi imporsi sull'Argentina ai tempi supplementari.

Nello specifico, le parole del leader della Lega, intervistato al periodico Oggi qualche giorno dopo l'annuncio del passaggio di Prandelli al Galatasaray, sono state le seguenti: "Un sentito grazie ai turchi del Galatasaray, che d’ora in poi pagheranno lo stipendio di Prandelli", aggiungendo anche che "Ha sbagliato tanto, se non tutto, ma gli va riconosciuto un merito, cioè quello di essersi dimesso". Ed ancora: "Era un gruppo senza capo né coda, ma soprattutto senza cuore. In pratica una Nazionale renziana, imbattibile nei proclami, nulla sul campo...". Paragonare l'ex c.t. a Renzi è un nuovo esempio di commistione calcistico-politica che questo blog porta all'attenzione dei suoi lettori. Stavolta la commistione è un paragone adoperato per sminuire un avversario politico.

Un Matteo Salvini che non solo cerca di interpretare i malumori dei tifosi azzurri, ma che coglie l'occasione per fare un paragone metaforico rivolto all'avversario politico più forte in questo momento: Matteo Renzi, a capo del governo e di un partito che secondo i sondaggi è salito ancora, guadagnando altri 3 punti percentuali circa rispetto alle elezioni europee da poco concluse.

venerdì 4 luglio 2014

La politica sui fallimenti delle squadre di calcio: Bari (2014), Foggia (2012) e Salerno (2005) a confronto

Il calcio come bene da salvaguardare per il bene comune dei residenti. In Italia casi simili sono comunissimi, laddove i sindaci esprimono pubblicamente le proprie paure, perplessità e speranze circa la squadra di calcio cittadina. A Bari si tratta di qualcosa avvenuto di recente, con il comune di Bari che si è messo all'opera allo scopo di salvare il salvabile di una società privata sommersa di debiti, ovvero il principale club calcistico di Bari. Ora ha una nuova proprietà ed è fuori pericolo. Milita in Serie B, non essendo riuscito a vincere i play off nella passata stagione calcistica.

Un articolo del 31 gennaio di repubblica.it informa che la giunta comunale ha approvato la delibera sull'A.S. Bari, autorizzando gli avvocati ad intraprendere azioni quali pignoramento dei beni e istanza di fallimento. Operazione chiesta a gran voce anche dai tifosi del Bari, i fan del galletto biancorosso: facendo fallire l'A.S. Bari si è infatti riuscito a salvare titolo sportivo, parco giocatori (i giocatori cioè sono rimasti gli stessi), marchio e segni distintivi immateriali della precedente società (per esempio il diritto a usare i colori e lo stemma del club), attraverso una società nuova: il Football Club Bari 1908. Il tutto avviene a stagione in corso, nel mese di Maggio col Bari che sogna il ritorno in A, ma tale sogno resta tale in quanto il doppio 2-2 col Latina sia all'andata che al ritorno non gli permette l'accesso alla finale, a causa del miglior piazzamento in classifica proprio del Latina.

Un sindaco, Michele Emiliano che si è mosso in una direzione utile alla causa dei tifosi, con l'ex presidente Salvatore Matarrese che viene sostituito dall'ex arbitro Gianluca Paparesta. Curiosamente nel post di ieri su questo blog si è parlato di una riunione per arbitri - avvenuta qualche mese prima - svolta proprio a Bari...

Le leggi e le norme in materia di beni materiali, diritti di immagine, e questioni inerenti anche le società di calcio quando falliscono o vengono escluse dai rispettivi campionati per questioni economiche, rendono certe situazioni un po' paradossali: restando in Puglia una società di calcio, l'Unione Sportiva Foggia, passò a causa dei debiti dalla Lega Pro 1 (terzo livello nazionale) alla Terza Categoria (ultimo livello del calcio italiano), anziché fallire. Ma a Foggia nel 2012 tramite l'articolo 52.10 delle norme interne alla FIGC nacque un nuovo Foggia, ripartito dalla Serie D, il quale sfoggia gli stessi colori dell'altra squadra: il rosso-nero, richiamandosi idealmente ad essa.

Una confusione di nomi, simboli e colori presente in terra dauna ancora oggi. Un caso più o meno analogo a Salerno nel 2005 portò la Salernitana rifondata mediante Lodo Petrucci a pagare, nel 2011 ossia 6 anni più tardi una multa per l'uso improprio dei segni distintivi della società fallita nel 2005 attraverso una denuncia esposta dal presidente della Salernitana ripartita dalla Terza Categoria ma poi dichiarata fallita dopo qualche mese.

Tre casi (Bari, Foggia, Salerno) di squadre in difficoltà economica che si sono salvate nei modi più diversi, fra loro per certi versi, come appena visto, contraddittori.
Una politica circa i fallimenti, o le esclusioni dai campionati di competenza delle società calcistiche, come si è visto molto variegata.

Chi scrive preferisce astenersi dall'esprimere un giudizio circa la situazione appena descritta, lasciando totale libertà al lettore di farsi l'opinione che più ritiene opportuna.

Autore foto: Christopher Bruno