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mercoledì 3 settembre 2014

Quando la politica ostacola il calcio - Parte 3: 1968-69, l'Europa comunista si ritira dalle coppe

La Cecoslovacchia: le sue regioni e i suoi confini
Nelle coppe europee, per motivi politici accadde qualcosa di singolare: alla vigilia della stagione 1968-69 tante squadre dell'Est decisero di non partecipare alle manifestazioni.

Ciò derivò dal fatto che il blocco orientale era filosovietico, sicché la scelta aveva un significato chiaramente di natura ostile verso i paesi dell'Ovest.

In quel periodo, uno dei motivi di questa scelta fu sicuramente l'invasione della Cecoslovacchia da parte dell'Unione Sovietica, che diede origine ad anni di tensioni tra il mondo orientale con quello occidentale.

In Coppa dei Campioni, quell'anno vi giocarono 27 squadre. A causa di fatti legati alla Primavera di Praga, come detto si ritirarono alla vigilia diversi club: la Dinamo Kiev, il Ferencvaros, il Levski Sofia, il Ruch Chorzow ed il Carl Zeiss Jena.

A vincere la competizione fu il Milan, che sconfisse l'Ajax per 4 reti a 1 (tripletta di Pierino Prati e un gol di Sormani per il Milan, e rete di consolazione di Vasovic per gli olandesi).

In Coppa delle Coppe, per la solita ragione politica della Primavera di Praga, rinunciarono a partecipare alla competizione le seguenti squadre: Dynamo Mosca, Gyori, Spartak Sofia, Gornik Zabrze, Union Berlin (quest'ultima appartentente alla Germania Est), ed a vincere in finale fu lo Slovan Bratislava che sconfisse il Barcelona(!) per 3 a 2.

In casi come quelli appena descritti la relazione calcio-politica è veramente significativa, in quanto si tratta di un ennesimo fenomeno di politica che ostacola il regolare svolgimento di importanti manifestazioni. Il tutto, si diceva per i fatti legati alla Primavera di Praga. Ma di cosa si trattò esattamente?

La Primavera di Praga, iniziata il 5 gennaio 1968 con il riformista slovacco Alexander Dubcek salito al potere, fu un processo di liberalizzazione politica avvenuto in Cecoslovacchia, volto ad ottenere maggiore autonomia dall'Unione Sovietica. Le riforme della Primavera di Praga furono dunque un tentativo di concedere più diritti ai cittadini cecoslovacchi, e questo processo andò avanti sino al 20 agosto del '68, quando cioè l'URSS e i suoi stati alleati del Patto di Varsavia -tranne la Romania- invasero il territorio.

L'occupazione sovietica in terra cecoslovacca durò fino al 1990, poi in seguito vi fu la famosa caduta del Muro di Berlino, la fine della guerra fredda tra Est e Ovest e la scissione dello Stato in due distinte repubbliche: la Slovacchia e la Repubblica Ceca (anche identificata con il meno comunemente utilizzato "Cechia").

giovedì 24 luglio 2014

Antonin Panenka si candida a senatore in Repubblica Ceca. Fu l'inventore del "cucchiaio"

Antonin Panenka nel 2009 (fonte: Wikipedia)
Una notizia recente mostra un ennesimo caso di contatto tra calcio e politica. La notizia è che il giocatore della Repubblica Ceca, Antonin Panenka, colui che ha inventato il "cucchiaio" ancor prima di Francesco Totti, di Andrea Pirlo e Zinedine Zidane si candiderà per un seggio al senato nel suo Paese.

L'inventore del cucchiaio intende diventare senatore in Repubblica Ceca, uno stato fondato nel gennaio del 1993 a seguito della pacifica separazione dalla Slovacchia, anche quest'ultima fondata dunque nel '93 (in precedenza vi era la Cecoslovacchia, nel 1990 diventata Repubblica Federale Ceca e Slovacca).

La Repubblica Ceca, che può essere identificata anche col poco utilizzato nome di "Cechia" (da Česko), ha un sistema bicamerale, composto da Camera e Senato. Il Senato viene rinnovato ogni due anni di un terzo dei suoi membri. Antonin Panenka, 65 anni intende candidarsi al Senato alle prossime elezioni, che si terranno il prossimo autunno.

Panenka, attuale presidente del club Bohemians Praha 1905 nella cui squadra militò per 14 anni con 230 presenze e 76 gol, ha scelto di candidarsi come capolista della lista "Indipendenti per Praga 10" (Praga 10 è un distretto elettorale, quello in cui si candiderà). Se vincerà rimarrà in carica per due anni, visto che prenderà il posto già occupato da un senatore che a maggio è stato eletto al Parlamento europeo.

Panenka ha lasciato un segno indelebile nel mondo del calcio. Famoso fu il gesto del "cucchiaio" su un calcio di rigore che conferì la vittoria della Cecoslovacchia contro la Germania Ovest nella finale dell'Europeo 1976. Quella finale si risolse proprio alla lotteria dei rigori, ed il suo fu quello decisivo.

La notorietà, il suo passato da grande calciatore e servitore, a suo modo, della Patria, la fedeltà, visto che è stato una bandiera della stessa squadra di cui ora ricopre il ruolo di massimo dirigente: tutti elementi potenzialmente utili a supportare la candidatura di questo signore che ha fatto la storia del calcio.

In nazionale ha militato dal 1973 fino al 1982 e dunque la patria per cui ha giocato è stata sempre la Cecoslovacchia unita, nella cui selezione nazionale maggiore ha giocato per 59 volte mettendo a segno 17 reti. Il suo ruolo era quello del centrocampista offensivo.

Oltre all'Europeo 1976 (che venne disputato in Jugoslavia) in cui sfoggiò quel gesto oggi conosciuto come "cucchiaio" in italiano oppure "Penanka penalty" in inglese, da calciatore ha vinto 2 campionati austriaci col Rapid Vienna e 3 Coppe d'Austria sempre col Rapid Vienna. Prima di questi titoli austriaci, vinse il titolo di Calciatore cecoslovacco dell'anno 1980. In seguito, dopo 14 lasciò il Bohemians Praga per giocare dal 1981 al 1985 nella squadra austriaca del Rapid ove vinse i trofei prima enunciati. Nel 1985 perse la finale di Coppa delle Coppe contro l'Everton e poi passò al VSE St. Polten per 2 stagioni, per poi concludere la carriera nelle serie minori austriache. Si ritirò dal calcio giocato all'età di 45 anni, nel 1993.